Questa sezione non è per comuni mortali ma per musicofili fanatici che ne hanno le scatole piene di sentire la I-IV-V o la II-VI-V o varianti in quattro quarti
:-)). Scusate ma abbiamo diritto ad esistere pure noi ;-). Ovviamente tutto ciò è in stra-costruzione. I voti saranno soggetti a modifiche. Metterò prima o poi delle note per indicare i lavori capaci di evocare le sensazioni più "originali". Il progetto prevede in un futuro lontano (credo che non potrò metterci meno di dieci anni) una cronologia degli ultimi tre secoli di musica occidentale scritta o improvvisata (quella solo dell'ultimo secolo) con un "masterpiece" per ogni anno.

Tutti i musicisti di cui ho sentito opere valide sotto questo punto di vista sin'ora sono musicisti accademici o jazzisti. L'unico musicista pop che riesco ora ad apprezzare è Zappa di cui prima o poi sonderò l'intera discografia. Non conosco altri musicisti pop di spessore musicale tale da essere paragonati ai musicisti classici e jazz. Ne ho ascoltati molti perchè per anni ho ascoltato solo pop/rock... e conosco appunto solo Zappa. Qualcuno mi ha suggerito i gruppi di Fred Frith ... ma sinceramente non conosco.
Avverto sicuramente che alcuni lavori di Wyatt, King Crimson, Captain beefheart, Popol vuh, Mahavishnu orchestra, Miles Davis elettrico sono abbastanza "pompati" musicalmente ma sono comunque sotto la "soglia di sopportazione" e quindi non saranno messi o nel caso di Davis saranno trattati male.

Non credo che chi impara ad ascoltare una musica fatta “con le note” possa capire una musica fatta “con i suoni e le parole” come è gran parte del rock alternativo di qualità. La cosa drammatica è che sono praticamente certo che vale il viceversa. Dal momento che non sono fesso... se ho fatto la mia scelta un motivo ci sarà pure....

Con “capire” intendo prendere l'intero contenuto emozionale che una certa musica può dare. Credo che il 90 per cento di quelli che ascoltano musica classica nemmeno sospettano le vere sensazioni che quella musica può dare... me ne rendo conto dal repertorio, da come è trattata la contemporanea, da come spesso è snobbato il jazz, linguaggio di pari spessore, da come non si sbilanciano a giudicare un'opera di chi non sia un “mammasantissima” eccetera... non c'è molta chiarezza in giro... nessuno parla mai della musica del novecento (ma che imbecillità! perchè rinunciare ad un secolo di musica? perchè non dire quali tra i viventi sono gli eredi un Bach, di un Beethoven, di uno Schoenberg, di un Parker? – a proposito questi sono quellli che considero i massimi musicisti di tutti i tempi... ops... non c'è Mozart... chissà perchè.... ma come non è lui “er mejo”? il più famoso, il più geniale, il bambino prodigio?? quello che si fischietta tanto amabilmente?)

Come diceva Zappa: “L'unica differenza fra la KlassiKa, quella con la K maiuscola e la contemporanea con la c minuscola è che la prima la puoi ascoltare anche se non ci capisci niente... ed infatti tutti l'ascoltano. La seconda che è persino più bella non l'ascolta nessuno.”


Il titolo della sezione è Complex is beatiful... questo perchè un linguaggio musicale complesso e ricco permette, a parità di sensibilità e creatività di andare molto oltre quello che una musica più semplice e d'impatto può fare.
Ho ascoltato musiche che voi umani non potete nemmeno immaginare.... ;-)


Altre due cose che ho notato sono queste: 1) la musica che ascolto ora è deterministica. Dà sempre le stesse sensazioni ogni volta che l'ascolto con la dovuta attenzione. Sembra una cosa più vicina ad una scienza che ad un'arte. Ad essere sincero la cosa mi dispiace un po', perchè in fondo quello che mi interessava della musica era la sua componente del tutto irrazionale. 2) non “stanca”. Fin'ora non sono riuscito a “stancarmi” dell'ascolto dei capolavori della musica colta. Ciò potrebbe spiegare la loro incredibile longevità. Musica molto semplice esaurisce il suo effetto in pochi ascolti. Per esempio io ho ascoltato in tutto il primo dei Velvet Underground che è il disco con la musica più elementare che io conosca, tre volte. La prima mi è parso meraviglioso, la seconda bello, la terza stavo vomitando per lo schifo. Berlin di Lou Reed mi ha fatto un effetto ancora più strano. Ho ascoltato le prime tracce estasiato, di quelle centrali ho fatto un veloce scan, arrivato alla fine l'ho buttato dalla finestra. Anche i dischi di Nick Drake, Tim Buckley, Bob Dylan e Syd Barrett sono diventati presto dei variopinti frisbies. Il progressive rock è stato decisamente più longevo. Dischi come Pawn hearts, Sgt Pepper, Foxtrot, Close to the edge, Darwin, Aria, Rock Bottom, Third, Meddle, Apocalypse, Lizard, Storia di un minuto, In a silent way, Koln concert, il Flauto magico sono sopravvissuti a numerosi ascolti, prima di affollare la parata di cadaveri eccellenti sul mio scaffale. Questo mi ha portato a capire che forse il rock sarà visto in un futuro come il corrispondente di “quei famosi minuetti” o “di quella ridicola musica descrittiva o da salotto” che la gente ascoltava nel passato , mentre i “geni” componevano musica superiore per pochi eletti, all'oscuro della massa. E' divertente infatti notare come spesso biografie e recensioni critiche di opere importanti siano corredate di insulti alle musiche più popolari del tempo. John Lennon e Bob Dylan come Hummel e Telemann? Hendrix farà la fine di Farinelli? mah!... sicuramente in passato è stata fatta un'opera di selezione monoculturale ed anche un po nazista. Magari nell'ottocento c'era da qualche parte un Tim Buckley o un Nick Drake e sono stati dimenticati... d'altronde in una qualche maniera un minimo di selezione dovranno pure farla... se ci pensate noi quando pensiamo alla musica del passato nominiamo una rosa di musicisti ristrettissima, tipo 5 o 6 per secolo. Se chiedi a qualsiasi appassionato di musica rock di indicarti i “fondamentali” ti spara 859 titoli imprenscindibili e seminali, tutti registrati da dei ragazzi di massimo 20 anni, quasi tutti tossicodipendenti, la cui lettura più impegnata è stata al massimo un libro di Tolkien e che hanno operato fra Los Angeles, New York, Londra e Canterbury – e il resto del mondo????? - nello spazio di quei 6-7 anni fra il 1967 e il 1973.. più altri 950mila groppuscoli alternativi che hanno registrato vinili pieni di rutti e scorregge negli ultimi 20 anni. Ovviamente non ne trovi due di comune accordo non dico sul valore di un gruppo o di un album ma nemmeno di una canzone che sia una. La cosa mi ha fatto riflettere ... ci doveva essere qualcosa che non andava in tutto questo... Poi ho conosciuto persone su usenet davvero singolari... gente che diceva “Ah, sì, i King Crimson , i Gong, i Nucleus... ascoltavo quelle cazzatelle a 14 anni poi sono cresciuto per fortuna”, “Quando ero giovane mi bastava così poco... una suite degli Yes, qualche canzone dei Beatles...”. All'inizio pensavo che questi fossero abbastanza fuori di melone, anzi del tutto...

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Come ho già detto nella pagina dei cento dischi per un'isola deserta, credo che il gusto musicale dipenda dall'esperienza. Tutti ascoltando musica partono dalle canzoni dello Zecchino d'oro e poi compiono un certo “percorso”. Io ho il macabro “sospetto” di essere arrivato in fondo a questo percorso, o magari di esserci molto vicino; questo perchè quando sono “in forma” riesco a riconoscere chi fa cose veramente pregnanti e chi fa solo pernacchie e scorregge nella musica colta di avanguardia – che è sempre stato il mio obiettivo di ascoltatore... “Un giorno ascolterò la musica classica che si fa adesso e forse tutto il resto mi sembreranno cazzatine”, ho sempre pensato fra me e me. Certo all'epoca in fondo a quest'idea c'era un pregiudizio, l'idea che ciò che continuava la tradizione, spingendola a tal punto di complessità da renderla incomprensibile persino alla maggioranza degli addetti ai lavori fosse una delle massime creazioni della mente umana. Ora che sto iniziando ad addentrarmi devo confermare che è davvero così. Non tutto però mi è ancora così chiaro, non sempre riesco a finire di ascoltare un'opera per intero perchè magari sono stanco per altri motivi.... la musica che fa Boulez non mi dice nulla. Anche qui voglio scommettere: se un'uomo dirige opere tanto belle e ha addirittura apprezzato la musica di Zappa (chi lo invitava ad esporsi a favore di un musicista pop in maniera così plateale?), non può comporre gratuitamente cattiva musica. Mi riservo quindi di cambiare ogni giudizio quando avrò pienamente compreso – se mai avverrà – le cose più estreme prodotte fra Darmstadt e il centro Pompidou (se c'è davvero qualcosa da comprendere; forse quei signori erano più interessati a mostrare come erano bravi a riempire tabelline di numeri, piuttosto che, magari, a dire qualcosa... ai posteri l'arduo compito di sommergere di guano la memoria di chi se lo merita).

In realtà per fortuna non “tutto il resto” mi è sembrato una cazzatina... anzi... devo dire che l'antico Bach si manifesta come il più potente dei musicisti di tutti i tempi, che la musica afroamericana nelle sue cose migliori è buona uguale, anzi tanto di cappello davanti a chi improvvisa musica di pari valore di quella composta, che la musica romantica è emozionante tanto quanto la contemporanea. L'unica delusione è stata Mozart... dal momento che è considerato il massimo musicista di tutti i tempi, non appena mi sono accorto che “sapevo ascoltare la grande musica” sono corso a spazzolarmi molta sua musica.... molta non mi ha detto nulla, altra si è esaurita in pochi ascolti, non regalandomi altro che le stesse sensazioni che dà la buona musica rock (ovvero una specie di eccitazione “fisica, epidermica” che cresce fino a quando il brano non è finito – fino a che la progressione armonica non risolve a fondamentale - con poche, pochissime sfumature di differenza fra un brano e l'altro). Alcune cose divertenti sono state verificare che quelli che riempirono di insulti Miles Davis al tempo della svolta elettrica... non erano mica fessi... che il Koln Concert di Jarrett ,che mi piaceva, è in pratica una delle cose più stupide che quell'uomo ha fatto nella sua vita e che, invece, gli altri piani solo che mi annoiavano sono fra le opere musicali più emozionanti di tutti i tempi.

Quindi mi sono detto ... “Perchè non condividere i miei attuali gusti? Là fuori magari è pieno di gente che o per aver ascoltato tanta musica come me, o per i suoi studi specifici, magari potrebbe apprezzare le stesse cose che apprezzo io perchè la musica ha sul suo cervello lo stesso effetto che ha sul mio.” Questo ovviamente in spregio alla storia, agli artisti ed alle loro intenzioni, alla critica musicale e a qualsiasi altra inutile parola che possa essere sprecata su questa stranissima arte. Questa parte del sito tratta la musica come un'oggetto, anzi se preferite come una specie di sano stupefacente. Per questo ci sono solo valutazioni numeriche in decimi e brevi note per indicare le cose che dal punto di vista puramente emozionale sono più “stravaganti”, “originali” e che permettono a chi è in grado di apprezzare di sperimentare esperienze estetiche uniche ed inimitabili.

Una cosa però mi deprime. La difficoltà di recuperare incisioni di queste musiche. Non voglio nemmeno chiedermi il numero di copie vendute dei dischi di musica classica contemporanea che ascolto. Non voglio torturarmi a chiedermi quanti di quelli che hanno acquistato quei dischi ci hanno davvero ricavato qualcosa o lo hanno fatto solo per darsi aria di “intellettuali snob”. Quello che trovo, invece molto divertente è che, ad occhio e croce, dagli Stati Uniti siano venuti fuori i migliori talenti negli ultimi 50 anni... si sa gente pragmatica che non perde tempo a giocare con le calcolatrici e le trasformate di Fourier delle immagini digitalizzate.





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