La musica è morta? Quando? Chi è il colpevole?


Ci sono sempre state persone (e sempre ci saranno) pronte a giurare e spergiurare la “morte” della musica. Inevitabilmente ci sono anche e soprattutto al giorno d'oggi. Un tempo si chiamavano “laudatores temporis acti”.. quei signori brontoloni che ammoniscono “che si stava meglio quando si stava peggio” o magari più giovani pronti a credere che i padri vivessero in una golden age mentre i loro coetanei “sono tutti rincoglioniti”. Un esempio tipico è quello della morte del rock che a seconda dell'interlocutore è situata fra il 1958 (!!!!!) e il 1980. Molti appassionati di musica classica ed operistica fanno risalire la “morte della musica” intorno al 1880. Alcuni appassionati di jazz classico dicono che a metà degli anni 60 non si è capito più niente. Scaruffi sostiene che da un paio di anni a questa parte, ovvero dal 2001 circa, la scena rock indipendente statunitense annaspa. Ma cosa vuol dire che la musica è morta?

Dati alla mano: vengono registrati migliaia di cd all'anno, se non milioni contando tutte le produzioni di etichette microscopiche. Quindi la quantità non manca. E' la qualità che si risponde, mediamente è scesa, anzi i più catastrofici dicono crollata. Ovvero molti ascoltatori non trovano di proprio gusto la produzione musicale da un certo momento in poi, oppure fanno fatica a riconoscersi nell'evoluzione naturale della loro scena musicale preferita e mediamente si dà la colpa al progresso tecnologico che ha “spento l'immaginazione”.

Io sulla questione la penso così:

  1. viviamo in un mondo multiculturale e multietnico, nel mondo occidentale i mezzi per la produzione, la diffusione di musica sono a portata di tutti e praticamente tutti registrano la musica che a loro più piace, secondo lo stile a loro congeniale e secondo la propria sensibilità

  2. la spazzatura è sempre esistita e sempre esisterà: musica da discoteca, musica da sottofondo, jingles pubblicitari, ballo liscio, rock per adolescenti ... spazzatura radiotelevisiva sempre esiste e sempre esisterà ottima ed abbondante.

  3. musiche pensate da grandi intellettuali ed artisti composte od improvvisate al massimo del livello culturale, artistico e tecnico sempre esisteranno, anzi il progresso tecnologico (e la massificazione della cultura) è per questi artisti motivo di stimolo e di incremento del livello artistico. Hanno più mezzi a disposizione e non sono costretti a soddisfare il gusto del pubblico, cioè voi.

Io non avevo grandi problemi quando non ero un appassionato di musica e mi andava bene tutto e non ho grossi problemi ora, dal momento che senza esagerare posso tranquillamente dire che da qualche parte nel mondo viene registrato o ristampato in media un capolavoro a settimana tant'è che per giudicare i dischi della mia collezione mi sono dovuto inventare criteri atipici come la particolarità delle sensazioni trasmesse. Quando ero un appassionato di prog rock potevo tranquillamente affermare che per quel che mi riguardava la musica era nata nel 1967 e morta nel 1974. La produzione culturale è abbondante sia verso l'alto che verso il basso. Sono le “vie di mezzo” che non hanno naturale collocazione, non sono facilmente giudicabili e soffrono di problemi di comunicazione fra artista e destinatario dell'opera. Io credo che fenomeni simili accadano anche per altre arti riproducibili e commerciabili come, ad esempio, letteratura e cinema.

Fra la 2 e la 3 ci sono però infiniti “livelli culturali”, infinite sfumature, diversi approcci, quasi tutti limitati nel tempo e nello spazio. Sono i fruitori di queste musiche che poi finiscono per affermare che la musica è morta. Anche nel peggiore dei casi questo non avviene.. perchè da qualche parte nel mondo ci sarà sicuramente qualcuno che starà facendo qualcosa “proprio come piace a voi” ma se lo stile o la corrente dell'artista in questione è “passata di moda” difficilmente i mezzi di comunicazione di massa o persino la stampa specialistica (per non parlare poi della distribuzione discografica) potranno informarvi della cosa. Io non so che dirvi... ora c'è il web ed esistono già decine di comunità di collezionisti e “critici” musicali più o meno enciclopedici che fanno pressappoco quello che faccio io nella sezione per esperti ma per altre “categorie di gusto” o se preferite in ambiti di “culture” o meglio, “sottoculture” differenti. Ironicamente il mio “gioco” è inutile... è poco più di un passatempo. Sono certo che fra qualche anno gli artisti che individuerò come i più originali e le cui musiche sono più emozionanti finiranno con relativi masterpieces su una storia della musica o un'enciclopedia. Purtroppo per voi o per mia fortuna... quelli che hanno i miei gusti esercitano una dittatura culturale di stampo colonialista. Persino della musiche altre, come per esempio il jazz, questi signori prendono solo quello che sono maggiormente in grado di apprezzare.


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