I
salentini PsychoSun protagonisti del cortometraggio Fumo di Ippolito
Chiarello
La band
salentina PsychoSun è andata in Fumo. I quattro
musicisti leccesi (Stefano “Tobia” Todisco, Cesare “Cicci” Liaci,
Antonio “Antonino” De Blasi e Osvaldo “Osvaldino” Piliego) sono infatti
protagonisti del cortometraggio, appena finito di girare, diretto da Ippolito
Chiarello e prodotto da Prometeo Video di Silene Mosticchio con il
patrocinio dei Comuni di Ginosa, in provincia di Taranto, di Corsano e
di Tricase, in provincia di Lecce.
Anime del
progetto cinematografico Fumo oltre al regista Ippolito Chiarello,
che firma anche il soggetto e la sceneggiatura scritta a più
mani con Tommaso Didimo, e alla produttrice Silene
Mosticchio della Prometeo Video, sono Marta Vignola e Gianni
De Blasi (aiuto regista) che hanno messo insieme una troupe di
professionisti capeggiati dal direttore della fotografia Alessio
Valori e che si è formata con un lungo lavoro sul campo nel
cinema indipendente. Un corto girato in digitale con tecnica
cinematografica grazie al sistema P+S tecnique che permette l’utilizzo
di ottiche cinematografiche 35mm.
Fumo è l’esordio
alla regia dell’attore Ippolito Chiarello che negli ultimi anni
è stato protagonista di alcune fortunate produzioni della
compagnia Koreja come Acido Fenico, Brecht’s Dance, Giardini
di plastica; Molto
Rumore per nulla e dello spettacolo Oggi Sposi.
Fumo si
sostanzia di memoria e di percorsi di vita concreti e attraversa un
periodo che si concentra negli anni ’70. Una scoperta parallela di
strade e luoghi con gli occhi diversi. Famiglie felici che migrano per
lavoro e musicisti di un gruppo punk rock che scoprono un mondo che
forse li ha creati. Coltivare tabacco e fumarlo. Il fumo come
sostentamento e come “respiro” quotidiano che crea. L’amore ipotesi
eterna e sconvolgente e unica vera “favola”. Rimanere bambini per non
perdere la gioia di vivere.
La storia
è ambientata ai giorni nostri ed è un viaggio nella
memoria compiuto da un gruppo di 4 musicisti: i salentini PsychoSun,
capitati per errore, mentre viaggiano per raggiungere una
località per un loro concerto, in una masseria ormai abbandonata
in provincia di Taranto. Qui si addormentano in preda all’alcool e dopo
essere usciti fuori strada. Attraverso una visita alla masseria, che
uno di loro immagina di fare in sogno, mentre sono tramortiti in
seguito all’urto e all’alcool, rivivono suggestioni sonore e visive del
tempo in cui quella masseria era stata abitata e incontrano due figure
sfuggenti: un bambino e una bambina, che però non riescono a
fermare, a raggiungere, a interrogare e che inseguono per tutta la
masseria. Accortisi che i due si fanno vivi ogni qualvolta sentono
suonare, decidono di allestire lì il concerto, in serata, con
tutta l’attrezzatura che hanno, fonica e luci.
Rievocare il
passato attraverso lo stesso percorso di viaggio, che le famiglie
facevano negli anni ’70 per andare a coltivare il tabacco nel tarantino
in piccole masserie villaggio, e in particolare nella masseria di
Ginosa, e la musica scassata dei quattro protagonisti. Le famiglie
andavano a coltivare il tabacco nei mesi estivi, gli Psycho Sun “fumano
quel tabacco e producono musica”.
“Siamo sempre
figlie dei nostri padri, nipoti dei nostri nonni e quando troviamo in
un vecchio baule in cantine o nel cortile di una masseria diroccata le
loro tracce concrete o immaginari, delle loro vite, ci coglie un tuffo
al cuore. Ci riconosciamo in loro, in una parte di loro, in brandelli
della loro vita o forse invece vogliamo seguirne le tracce per capire
meglio chi erano annusare l’odore di quel tempo e insieme capire
qualcosa di più di noi stessi. Quello che vedono sognano sentono
percepiscono gli Psycho Sun e l’ombra del passato che all’inizio non
capiscono e da cui sembrano ormai perdutamente sradicati ma che poi li
fa sentire figli o nipoti di Fiore e Rosa”.
La musica e il
tabacco sono due fili che in qualche modo li mettono in contatto, li
avvicinano; il passato e il presente si scrutano, si rincorrono e per
fortuna si incontrano. Poi bisogna continuare il proprio viaggio senza
dimenticare mai di guardarsi indietro e ogni tanto accennare un saluto
a chi ci ha preceduto.
Fumo
rappresenta anche l’esordio alla produzione per la Prometeo che prosegue e rinsalda il suo
rapporto di collaborazione con il Comune di Tricase e con il sindaco
Antonio Coppola dopo l’esperienza di Silene Mosticchio nella
produzione della Fiction “Il giudice” di Enrico Oldoini
interamente girata nel Salento. “Questo corto”, sottolinea Silene,
“è una palestra per tutte le creatività che si sono
formate lontane dal Salento e che hanno svolto importanti esperienze
lavorative in Italia. Il supporto da parte della produzione rappresenta
un investimento sul territorio salentino e insieme lo strumento per
creare grazie a questo primo progetto una rete di esperti nel settore
audiovisivo. La produzione investirà non solo in risorse umane
ma nella creatività e nella crescita di queste persone. La
promozione partirà a livello nazionale e internazionale per poi
tornare nel Salento. Un Salento che considero”, conclude Silene
Mosticchio, “crocevia di culture e di creatività”.
Gran parte del
corto è stato girato in una masseria abbandonata di Ginosa dove
per anni le famiglie si radunavano per coltivare e lavorare il tabacco.
Una vera comunità che il tempo ha eliminato senza però
scalfire il ricordo di quello che è stato. “È importante
dare un contributo per non perdere i valori di queste realtà
lavorative”, ha sottolineato il sindaco di Ginosa Luigi Montanaro.
“Dal basso salento molte famiglie erano chiamate dagli imprenditori
locali a lavorare il tabacco qui a Ginosa. Dagli anni 50 partì
questa fusione di persone che giungevano nelle nostre comunità.
Ma non si trattava di sfruttamento ma di un lavoro sereno e felice”.
“Non a caso
molte delle famiglie” rincalza l’assessore al turismo Vincenzo Brunone,
“pur abbandonato il lavoro del tabacco in seguito alle crisi, sono
rimaste a vivere qui. Penso che si debba investire nel ricordo e del
rinnovamento di quei valori di cultura e di società”.
Psycho Sun
La storia degli
Psychosun comincia nell’ormai lontano 1994 nel Salento. Quattro
ragazzi, tantissima voglia, tantissima attitudine, pochissima tecnica.
Pochi mesi, pochi accordi, tantissime canzoni, due demo. Extra Sugar
Coffee (1995) e Sugar Candy (1996) sono un misto di punk, noise e pop.
I due lavori vengono recensiti dalla stampa specializzata (Mucchio
Selvaggio), Rockstar, Fare Musica, Musica!) e il brano “Mary has left
my hand” viene inserito nella programmazione di Rai Stereo notte per
tutta l’estate del 1996.
Nel 97 gli
Psychosun incidono per la neonata etichetta salentina Magenta Records
l’album Ever Ready. Il cd riceve ottime recensioni, la band suona a
supporto di Uzeda, Santo niente, After Hours, promuove il disco con un
mini tour in Italia, partecipa alla trasmissione telivisiva di Odeon
“il Muro”.
Nel 98 la Mgenta
Records chiude i battenti e gli Psychosun imboccano la strada dell’auto
produzione. Nel 2000 esce il singolo “Psychosun” esperimento in quattro
episodi in cui la band mette da parte l’inglese per scrivere in
italiano. Il cd è sold out in pochi mesi ed è
accompagnato da un’intensa attività live, interviste radio,
ottime recensioni.
Nel 2001 la
musica degli Psychosun arriva in Inghilterra. La “Nophaseintime”, nuova
etichetta londinese, vuole inserire “Come Tu Mi Vuoi” nella sua prima
compilation. Un nuovo mini-cd “Super Vixen”, edito da CoolClub e
distribuito solo in Inghilterra, testimonia l’avvicinarsi della band
alle sonorità di gruppi come Hives, International Noise
Conspiracy. Il cd è seguito da un mini tour in Inghilterra che
vede gli Psychosun suonare su palchi storici come quello del Metro Club
di Londra.
Chitarre in
evidenza, melodia e un’attitudine punk: questo è lo spirito
della band. La musica degli Psychosun viaggia veloce verso le atmosfere
del garage. Le canzoni sono piccole schegge di rabbia e melodia, la
loro attitudine sul palco decisamente punk. Si sente, nella loro
musica, quella tendenza a giocare con il rock’n’roll, a guardarsi
indietro attingendo qua e là tra generi e periodi musicali. Ma
c’è anche l’altra faccia degli Psychosun, quella più
intimista e romantica. Canzoni lente intrise di pop d’oltremanica e
indie d’oltreoceano. Un’alternanza di toni e di atmosfere musicali
saranno gli ingredienti del nuovo lavoro in studio della band che ha in
preparazione anche un video e un nuovo tour in Italia e all’estero.
Gli Psychosun
sono Stefano “Tobia” Todisco (chitarra e voce), Cesare “Cicci” Liaci
(chitarra), Antonio “Antonino” De Blasi (basso), Osvaldo “Osvaldino”
Piliego (Batteria).
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